Strategia multicanale

Articolo precedente: Cos’è l’affiliate marketing

Pensare di fare affiliate marketing, non significa interpretare tale attività come un metodo promozionale a sé stante, ma considerarla come l’articolazione di specifiche attività di web marketing, le cui sfaccettature possono interfacciarsi tra loro a seconda del metodo promozionale che si decide di utilizzare alla base di tutto il proprio lavoro.
Per diventare un buon affiliato è necessario innanzitutto essere in grado di generare del buon traffico sui propri spazi online, che successivamente deve convertirsi in azione: l’azione ottenuta da parte dell’utente si può tradurre nell’acquisizione del suo contatto, piuttosto che nella vendita di un prodotto, il cui valore intrinseco è stato promosso ad esempio da una pubblicità multicanale efficace.
Il percorso che porta al guadagno con l’affiliate marketing, inizia dunque con l’intercettazione degli utenti e, con l’eventuale azione che questi ultimi compiono, l’affiliato può arrivare alla monetizzazione. Per realizzare una strategia multicanale è necessario conoscere ciascun strumento che si intende sfruttare per comunicare con diverse personas, altrimenti c’è il rischio di ritrovarsi a dover gestire diversi canali di comunicazione in maniera superficiale, investendo in troppe risorse che rischiano di andare sprecate. Una conoscenza capillare dei canali di comunicazione online permette di riconoscere quelli più adatti, con cui si può condurre una determinata campagna piuttosto che un’altra.

L’interesse dell’utente deve essere catturato tramite il messaggio giusto, dunque l’affiliato deve utilizzare una comunicazione originale, che intercetti l’utenza nel modo più genuino possibile durante lo zero moment of truth.
L’anello di congiunzione fra il traffico e la conversione in azione è l’affiliate site, il quale deve essere indirizzato a una determinata categoria di persone. Una valida strategia può essere dunque quella di creare una community con cui posso creare contenuti validi targettizzati, che rimangono alla base del coinvolgimento dell’utenza considerata. L’utenza può fare riferimento alla community tramite un sito web oppure un blog, creato con software CMS come WordPress, in modo da creare un punto di ritrovo per la community, la quale rappresenta la solida fan base del sito.
Tutto ciò permette in seguito di intraprendere l’attività di affiliazione, utilizzando il suddetto blog anche come affiliate site, che prima di tutto risulta affidabile.
Creare una comunità è importante perché se un individuo decide di fare affiliate marketing esponendosi in prima persona, rischia di risultare un’egoista che punta a fare qualche soldo in più. Grazie alle community gli utenti invece vengono coinvolti e socializzano online sulla base degli interessi e delle passioni che hanno in comune, creando una rete di relazioni che può tornare utile agli amministratori che vogliono fare affiliate marketing.

Un esempio pratico può essere quello di sviluppare una community per una piccola impresa di dog sitting: questa attività apparentemente non centra con l’affiliate marketing, ma il punto di incontro esiste ed è la passione per gli animali. Un’azienda che opera offline a livello locale può trarre grossi vantaggi se investe parte delle proprie risorse nel marketing online: innanzitutto comunicando la propria presenza in rete, può stabilire un dialogo con i clienti sulla base dei feedback ottenuti da questi ultimi ed allargare il proprio bacino d’utenza, in secondo luogo può incrementare il proprio business vendendo articoli, proponendo offerte e promozioni alla propria community, sponsorizzando campagne pubblicitarie di affiliate marketing inerenti alla categoria considerata. Un sito o un blog professionale che oltre a fornire un servizio di dog sitting valido, fornisce anche uno spazio sociale per parlare del proprio migliore amico a quattro zampe, crea senza dubbio un engagement degno di nota.
Lavorare con le proprie passioni e rivolgersi ad una determinata nicchia, significa conoscere cosa piace e cosa non piace alle persone a cui ci si riferisce, si conoscono le problematiche che bisogna risolvere e si conosce in talking style più adatto per conversare su determinati temi. Il seguito sulla propria pagina web è dato quindi non solo dai clienti che usufruiscono del servizio di dog sitting, ma anche dalle persone che amano i cani, grazie ai contenuti pubblicati dagli amministratori tra cui articoli inerenti alla nicchia di riferimento come degli annunci di adozione, publiredazionali, video e foto. Per merito del seguito generato si cresce in termini di credibilità e l’interazione fra gli utenti aumenta esponenzialmente; tutto ciò influisce positivamente sulla qualità del sito, il quale viene premiato dai motori di ricerca sul fattore del posizionamento.
Un sito di qualità quindi risponde positivamente agli algoritmi dei motori di ricerca, i quali determinano il posizionamento nella Result Page (SERP), attraverso SEO e SEM. Diventa quindi necessario utilizzare le giuste keywords (individuabili per esempio con Google Trend e Google Correlate) per migliorare il posizionamento naturale (SEO) e comprare inserzioni (per esempio con Google AdWords) per comparire anche tra gli annunci pubblicitari (SEM). La responsività del sito è un altro fattore che non deve assolutamente essere sottovalutato, in quanto i contenuti della propria pagina per essere di qualità, e quindi visualizzati correttamente, devono adattarsi a tutti i dispositivi elettronici con cui si può navigare in rete.

Oltre alla creazione di apposite landing page, aventi lo scopo di convincere i visitatori a seguire la community o fargli acquistare prodotti, posso espandere la comunità anche grazie ai social network, con cui è possibile creare maggiore coinvolgimento, grazie alla comunicazione bidirezionale tra amministratori e utenti che permette a questi ultimi di sentirsi protagonisti attivi della comunità. Condividendo secondo una strategia di social media integrata il contenuto nel format più adatto per ciascun canale, posso condurre l’utente all’azione desiderata: su Facebook si può condividere un post multimediale
accompagnato da un testo, su Twitter indirizzare un breve messaggio ai follower per comunicare una novità, con YouTube è possibile rendere virale un video promozionale che viene oltretutto condiviso attraverso gli altri canali sociali che si gestiscono, mentre con Instagram si può fare del marketing visuale efficace a portata di smartphone, condividendo su quest’ultimo social network, non solo video e foto sul proprio profilo, ma anche sondaggi tramite dirette e Instagram stories.
Per sfruttare al massimo i social network è opportuno fare social media advertising tramite le social Ads di ciascuna piattaforma social, come ad esempio Facebook Ads per creare e gestire campagne su Facebook utilizzando quest’ultimo come fonte di traffico per il proprio affiliate site.
Dato che comunque i social network sono dei canali chiusi ai soli iscritti, è bene integrare la strategia di social media marketing con il proprio sito web, in modo che chiunque possa raggiungere i miei contenuti da quest’ultimo, ed eventualmente indirizzare con esso gli utenti verso gli altri strumenti di comunicazione coinvolti (e viceversa indirizzare gli utenti al proprio sito tramite i social network). Il concetto di influenza viene applicato attraverso i contenuti pubblicati dalla community su ogni canale e tramite i commenti, le recensioni e le condivisioni degli iscritti che ne confermano la trasparenza e la qualità.

Una volta impostata la propria presenza online come community, la cui qualità risulta evidente, si genera un consistente buzz che porta automaticamente del traffico sui propri canali, per merito della notorietà acquisita nel settore. A questo punto per fare affiliate marketing è sufficiente sfruttare il potere di contatto della community, guadagnando con vendita di prodotti e DEM creando contenuti di qualità, senza accantonare il progetto della generazione di ulteriore traffico, che offre la possibilità di aggiungere nuove conversioni, ampliare la community e quindi generare altri introiti.

Per continuare a generare traffico si possono utilizzare piattaforme di native advertising, che tramite la pubblicità targettizzata garantiscono visibilità ad un publiredazionale pubblicato dalla community, piuttosto che al link di affiliazione che si intende promuovere. Il sistema pubblicitario traslato nel marketing online offre contenuti che comunque non possono neanche in questo caso prescindere dal contesto sociale in cui si vive, pertanto bisogna nuovamente adattare il format promozionale all’esigenza delle persone di volersi informare tramite contenuti accattivanti a livello visivo-testuale, che allo stesso tempo non risultino impertinenti alle loro ricerche. Nel momento in cui l’affiliato decide di investire in questo tipo di fonte di traffico, egli deve fare in modo che il messaggio promozionale sia coerente con la nicchia di riferimento, di qualità e il meno invasivo possibile, aumentando di conseguenza le probabilità di conversione.
Taboola, Ligatus e Outbrain sono alcune piattaforme di native advertising italiane che permettono ad un affiliato di guadagnare sulla base del traffico generato verso i propri contenuti o le proprie campagne pubblicitarie, inoltre, si può guadagnare dall’insieme di spazi pubblicitari messi a disposizione degli inserzionisti (inventory), tramite le visite giornaliere effettuate dagli utenti (impression). Gli annunci native fondono i messaggi promozionali al contenuto proposto, adattandosi al design della pagina che li ospita, in modo che l’utente che ricerca delle informazioni possa essere coinvolto anche da questo tipo di banner. La mimetizzazione del banner pubblicitario nativo con i contenuti di una pagina online contrasta il fenomeno chiamato banner blindeness, secondo cui l’utente blocca qualsiasi tipo di pubblicità invasiva non inerente alle sue ricerche. Gli inserzionisti si rendono conto sempre di più che la pubblicità nativa riesce a garantire ROI più cospicui rispetto all’advertising tradizionale, perché grazie ad essa il messaggio viene recapitato ad utenti realmente interessati ad un determinato contenuto. I principali formati di pubblicità nativa possono riassumersi in: annunci che compaiono a pagamento sulla cima della result page (Paid search units), post sponsorizzati sui siti di annunci che parlano dello stesso argomento (Promoted listings), annunci presenti all’interno di contenuti editoriali che sono scritti in maniera simile al contenuto in cui viene inserito (In-feed units) e annunci nativi promossi come contenuti correlati per esempio sotto un articolo di giornale (Recommendation widgets). Utilizzando per esempio annunci Promoted listings, è possibile promuovere su un sito di annunci un banner che indirizza al proprio publiredazionale, nel quale si parla di un determinato prodotto per cani, acquistabile direttamente dal link di affiliazione che viene incorporato all’articolo: il prodotto preso in considerazione probabilmente viene acquistato sulla base delle recensioni positive fatte dai membri della comunità che hanno già acquistato il bene e che lo consigliano a loro volta. L’articolo scritto considerato, che può pubblicizzare un collare, un set di ciotole, un guinzaglio o un qualsiasi altro prodotto per cani, può essere inoltre condiviso su tutte le piattaforme social gestite dalla community ed essere sponsorizzato per ampliarne il raggio di condivisione, aumentando le possibilità di vendita e quindi di guadagnare la propria commissione (PPS).

La promozione del suddetto publiredazionale può avvenire non solo tramite native advertising, ma anche facendo SEO, cercando di posizionarlo nei primi risultati SERP con l’utilizzo di keyword utili allo scopo; la promozione multicanale viene effettuata quindi non solo al fine di mettere in luce la propria community, ma anche per posizionare sotto i riflettori ogni singolo contenuto redatto da essa. Un publiredazionale deve essere convincente per condurre all’azione, dunque è necessario che l’articolo sia scritto con tecniche di copywriting efficaci che valorizzino l’argomento trattato, in modo da: influenzare il visitatore per quanto riguarda il parere che ha di un determinato prodotto e, nel caso in cui non lo conoscesse, fare in modo che quest’ultimo venga presentato nel migliore dei modi; persuadere l’utente con argomenti chiari e trasparenti, in modo da fare breccia nella sua eventuale diffidenza; convertire all’azione, che in questo caso significa cliccare sul link di affiliazione che indirizza alla pagina di acquisto.
Oltre al guadagno generato dalla conversione, l’utente che compie l’azione, una volta soddisfatto, può decidere di diventare un nuovo membro della community, fidelizzandosi e aderendo alle future offerte proposte.

Sfruttare il potere di contatto della community invece, significa in questo caso, proporre il link di affiliazione a tutti gli utenti già iscritti, i quali essendo fidelizzati, necessitano di consigli e aggiornamenti su prodotti che potrebbero tornargli utili tramite post e articoli dedicati, oppure svolgere attività DEM usando gli indirizzi degli iscritti proponendo loro offerte mirate. Un database di iscritti profilato garantisce una fonte di traffico di qualità per fare email marketing e comunicazioni commerciali.
Gli utenti che intendono iscriversi alla community compilano un form integrato nella landing page o direttamente nel proprio sito web; se la procedura di registrazione è veloce, l’utente lascia i propri dati con molta probabilità. Il form da compilare è fornito dalla piattaforma di Email marketing utilizzata: quest’ultima permette di gestire le proprie liste, permettendo l’importazione di liste in essa o suddividendole ad esempio per categorie. La scelta della piattaforma avviene secondo determinati parametri: innanzitutto deve garantire la consegna agli indirizzi senza che la mail inviata finisca negli spam (Delivery); la velocità di consegna è un altro parametro molto importante perché se i tempi di consegna non sono rapidi, la fascia oraria in cui si decide di comunicare non viene rispettata, e quindi, l’efficacia del contenuto perde di valore; i costi da sostenere vanno ovviamente tenuti in considerazione in quanto più una piattaforma è costosa, più garantisce una migliore qualità del servizio, però esistono piattaforme come Mailchimp, la quale ad esempio offre un servizio gratuito se non si superano i duemila contatti; gli strumenti che una piattaforma mette a disposizione non sono uguali a quelli di un’altra, ad esempio alcuni possono garantire determinati template piuttosto che degli autorisponditori, quindi l’affiliato sceglie la piattaforma in base anche agli strumenti di cui necessita; i software API garantiscono un servizio di integrazione di piattaforme dell’amministratore per usufruire degli stessi servizi ad esempio anche da Magento, Facebook e altri siti di cui si dispone.
Più una piattaforma risulta performante, e quindi anche più costosa, più il ROI positivo può essere garantito. Nel momento in cui si acquisisce un iscritto è opportuno inviargli la prima DEM entro qualche ora dalla sua registrazione, in modo da mantenere vivo il suo interesse grazie a valide offerte: egli deve essere consapevole del fatto che si tratti di una comunicazione commerciale, in modo tale che l’email inviata non finisca nella casella “spam”.
Anche fare DEM significa guadagnare sulla base delle performance, e quindi sulle conversioni generate, dunque per conoscere il proprio tasso di conversione (conversion rate, CR), si utilizza la dashboard della propria piattaforma, in modo da poter monitorare l’andamento della propria campagna di email marketing.
Dal momento in cui l’affiliato decide di aderire ad una determinata campagna promozionale che accetta traffico per DEM, da proporre ai contatti della community che gestisce, allora stabilisce direttamente con l’affiliate manager come strutturarne l’invio, la presentazione della campagna considerata, la fascia oraria di spedizione e il relativo volume.
L’espansione della propria nicchia di riferimento tramite l’adesione alla propria community di dog-sitting, o più in generale di cani, permette di ottenere anche nuovi contatti che si sommano alla propria lista profilata, il tutto può garantire consistenti guadagni dal momento in cui si partecipa alla promozione di campagne remunerative per generazione di lead (PPL).
Per incrementare ulteriormente il proprio database di contatti è possibile ad esempio offrire dei benefit all’utenza in cambio della cessione del loro indirizzo email, per fornire sconti, tutorial gratuiti di ogni genere che trattano l’argomento dei cani oppure passeggiate gratuite per i primi 10 contatti che si registrano alla community, ed eventualmente, investire in fonti di traffico che promuovono questi benefit.
In ogni caso le email che si ottengono sono già profilate, perché la community tratta una categoria specifica e questo permette di aderire a qualsiasi tipo di campagna che riguarda l’argomento dei cani, mentre per potersi aggiudicare una qualsiasi di queste, è sufficiente dimostrare al network di affiliazione la qualità dei propri spazi online.

Una campagna promozionale esemplare che prevede un payout di 2,5 € per ogni lead generato, è quella proposta dal network di affiliazione Public-Ideas per il brand Royal Canin, nota azienda che commercializza alimenti per gatti e cani. L’obiettivo della campagna è pubblicizzare un concorso nominato “Ciotola piena” per acquisire nuovi iscritti alla community MyRC di Royal Canin. Per partecipare al concorso l’utente deve fornire i propri dati e presentare il proprio cane, compilando un form che offre la possibilità di vincere una fornitura di tre mesi di cibo Royal Canin. Il metodo promozionale consentito è l’Email marketing, pertanto viene creata una Landing page, che presenta il concorso e il form da compilare, la quale viene inviata agli indirizzi email che corrispondono al target da considerare: circa 80000 contatti sia donne che uomini proprietari di cani.
L’advertiser dunque impone la condizione di generare traffico DEM pagando l’affiliato sulla base delle performance ottenute nella generazione di lead; nella mail vanno specificati mittente (Royal Canin) e oggetto (In palio tre forniture complete di alimenti Royal Canin). La landing page viene inviata il 18 gennaio 2016, mentre il giovedi seguente viene reinviata a tutti i contatti che non hanno aperto la DEM: la strategia di inviare nuovamente la mail solo alle persone che non hanno effettuato il click su di essa è una mossa davvero utile, perché è possibile che diversi utenti per sbaglio non hanno notato l’offerta, o non hanno avuto il tempo di leggerne il contenuto oppure possono averla cancellata inavvertitamente.
I risultati ottenuti dal publisher sono positivi, perché nella fase di analisi del target è stato utilizzato anche il pianificatore display di Google AdWords per il sito di Royal Canin, in modo da ottenere informazioni più dettagliate riguardanti ad esempio l’età dei visitatori del sito web; inoltre il brand è riconosciuto e apprezzato dagli utenti nel settore. Le statistiche offerte dal network Publick-Ideas offrono un report dettagliato della campagna considerata: sono riportate giornalmente le visualizzazioni della DEM, i click totali su di essa, le registrazioni avvenute a seguito della compilazione del form e le conversioni realizzate.
Le registrazioni totali ottenute per partecipare al concorso contano 710 lead che corrispondono ad un guadagno di 1775 € (considerando anche il fattore di reinvio a chi non apre la mail la prima volta).

Questo tipo di campagna per la community di dog-sitting risulta perfetta, infatti con la notorietà del proprio sito, i contatti che si possiedono e l’engagement che genera fiducia, è possibile fare DEM coinvolgendo un target perfettamente idoneo alla campagna considerata, un target composto da proprietari di cani che può essere senza dubbi entusiasta di ricevere una grossa fornitura gratuita di cibo per il proprio animale domestico.

Diventare amministratori di una community, permette di gestire una strategia multicanale per affermare il più possibile la propria onnipresenza online nel settore, garantendo un punto di ritrovo per la nicchia di riferimento, un luogo in cui le opinioni vengono condivise e scambiate fra i membri del gruppo, i quali allo stesso tempo, possono effettuare direttamente l’acquisto di un prodotto che gli interessa, tramite un link di affiliazione, piuttosto che aderire a campagne promozionali esclusive promosse per DEM o via social network. Una strategia di questo tipo può garantire ritorni economici da diversi fronti: generazione di lead e impression, piuttosto che guadagni dal numero click o dalle commissioni ottenute per ogni vendita; tutto dipende solo dal tipo di campagna a cui si aderisce.
Per fare funzionare al meglio una strategia multicanale come questa e ottimizzare i tempi di gestione, è necessaria la cooperazione di almeno tre figure: un social media manager che si occupa della gestione dei canali online della community, dal sito web agli altri social media; un addetto all’affiliate marketing che si occupa delle attività di affiliazione, dal rapporto con l’affiliate marketing specialist alla gestione delle campagne online; un copywriter che realizzi i contenuti cooperando con social media manager e publisher, in modo da realizzare più velocemente i contenuti di qualità da condividere ad hoc, fondamentali per creare coinvolgimento su tutti i fronti.
Guadagnare dal fatto che per esempio un utente clicca sul link di affiliazione, deve essere solo la conseguenza di un buon lavoro degli amministratori della community, il cui valore è garantito dagli iscritti della stessa. La priorità è creare engagement ed essere onesti per poter influenzare correttamente, in tal caso le conversioni aumentano consistentemente.
Inoltre con tutto ciò si può generare un guadagno passivo, dovuto dal continuo traffico di qualità sui propri contenuti, i quali devono essere posizionati organicamente sui motori di ricerca grazie alle keyword efficaci, come ad esempio un publiredazionale che contiene al suo interno il link di affiliazione; la permanenza online della propria community e dei contenuti annessi, dimostra la propria efficacia nel tempo tramite l’affiliate marketing, con cui è possibile monetizzare anche a distanza di mesi o addirittura anni dall’inizio della propria attività. Bisogna anche contare che tramite la strategia multicanale, si possono ottenere clienti per la propria attività offline di dog sitting, per merito dei servizi di qualità offerti su Internet, incrementando ulteriormente il proprio fatturato.
La community è una chiave per influenzare davvero efficace, che può coinvolgere non solo i propri membri, ma anche visitatori esterni che trovano ogni tipo di informazione inerente alla categoria trattata, sulla base delle tecniche sopracitate.

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